Vanno aumentando, a quanto mi raccontano colleghi e pazienti, i Servizi ed i Dipartimenti che hanno completamente sostituito il Subutex ® (buprenorfina) con il Suboxone ® (associazione di buprenorfina e naloxone 4:1). Alcuni pazienti mi hanno raccontato che, nell'ambulatorio che frequentano, c'è stato un cambio coatto della terapia, ed anche utenti che avevano buoni risultati con il Subutex sono stati trasferiti da un giorno all'altro al Suboxone, con l'emergenza di reazioni avverse soggettive ed obiettive.
La mia opinione, basata sulle evidenze cliniche disponibili, è che ad oggi non vi è alcun motivo valido per sostituire il Subutex con il Suboxone, ed anzi ci sono dati che indicano che il Suboxone funziona peggio del Subutex, in termini di uso iniettivo a rischio di complicanze e di contagio di patologie emotrasmissibili.
Sull'argomento ho scritto un articolo che per il momento non posso riportare su internet, perchè mi manca l'autorizzazione dell'Editore, e che è stato pubblicato sul numero 2/2009 della rivista Dal Fare Al Dire (periodico di informazione e confronto sulle patologie da dipendenza, a cura degli operatori dei Servizi del Piemonte, edizioni Publiedit).
Posso però riassumerne qui i concetti base:
La informazioni fornite della rivista ufficiale del
Produttore sono un po' più dirette ed entusiastiche: la
pubblicazione "Contatto", anno 4 numero 2, maggio 2008 ("la
gente, il mondo, la cultura, i valori di Schering-Plough Italia"),
a pagina 15, definisce il Suboxone "nuova specialità, in grado
di abbattere drasticamente il rischio di uso improprio", e "la
possibilità di uso improprio endovena, anzichè per bocca è
nettamente ridotta dalla presenza di naloxone, che provoca una
sensazione di grave discomfort quando il farmaco viene iniettato".
Purtroppo non trovo più online il pdf della rivista, e non
penso di essere autorizzato a ripubblicarlo nel mio sito.
Comunque
nel sito della Schering Plough è ancora disponibile un articolo
simile 1
che riporta "L'associazione buprenorfina / naloxone offre un
vantaggio decisivo, perchè proprio la sua particolare formulazione
ne disincentiva il misuse endovenoso", ed "E' chiaro
che un farmaco contenente buprenorfina, ma non iniettabile per via
endovenosa perchè associato a un'altra molecola come naloxone
(che nel caso di somministrazione endovena produce un grave
discomfort), abbatte ulteriormente il rischio di decesso, già molto
limitato con buprenorfina sola".
Peccato però che sia la farmacologia di base 2 3 che le linee guida 4 indichino che questi effetti aversivi non verranno esperiti nè da coloro che non hanno ancora una dipendenza fisica da oppiacei, nè da coloro che già sono trattati con buprenorfina per qualunque via. Pertanto, solo una parte limitata dei soggetti potrà avere effetti spiacevoli dall'uso iniettivo di Suboxone, e precisamente coloro che sono dipendenti da eroina, o in trattamento con metadone, e che inizino a provare il Suboxone endovena. Una volta che ne avranno fatto uso un tot di volte, la maggiore affinità della buprenorfina per i recettori oppioidi, rispetto al naloxone, verosimilmente farà sì che quest'ultimo non possa più legarsi e precipitare effetti astinenziali.
Inoltre, i pochi studi clinici pubblicati, tutti osservazionali, mostrano risultati deludenti: sia una precedente associazione di buprenorfina e naloxone, già usata nel 1990-91 5, che il più recente Suboxone 6 7 8, vengono usati per endovena dai soggetti tossicodipendenti da oppiacei, mostrando addirittura un aumento dell'uso iniettivo, anzichè una diminuzione, dopo il trasferimento forzato da Subutex a Suboxone, nonostante l'insorgenza di sintomi astinenziali, che addirittura sembravano indurre i malcapitati pazienti ad aumentare di 4 volte l'uso promiscuo di materiale iniettivo, con il conseguente maggior rischio di contagio di AIDS, epatiti e altro.
Della mancanza di documentazione a sostegno del Suboxone, prima del sottoscritto, se ne era già accorta la rivista francese di farmacologia clinica Prescrire 9. Purtroppo il testo completo dell'articolo non è disponibile liberamente su Internet, ma tra l'altro esso riporta come la documentazione scientifica a sostegno della registrazione della specialità nell'Unione Europea fosse "vaga", e che quella presentata per la registrazione negli Stati Uniti mancasse proprio di studi clinici che supportassero l'ipotizzata capacità del farmaco di impedire l'uso iniettivo.
Infine, per quanto mi risulta -
almeno nell'azienda sanitaria dove lavoro - il Suboxone costa di
più del Subutex, del 30% circa.
Per ulteriori dettagli rimando
all'articolo citato; la rivista arriva per posta a molti se non a
tutti i SerT, e comunque penso che possa essere richiesta
all'editore.
Allora, per riassumere: se il Suboxone non offre i vantaggi promessi perchè viene usato per endovena anche più del Subutex, se induce comportamenti a rischio di contagio, se comunque gli eventuali effetti spiacevoli dell'iniezione endovenosa non verranno avvertiti che da una minoranza degli utenti, e se costa di più, perchè dovremmo usarlo?
Sono in attesa di critiche e smentite, nello spirito della scienza e della ricerca clinica. Non ho nulla contro un farmaco nuovo, ma prima di convincermi a prescriverlo vorrei essere sicuro che sia efficace, che non sia dannoso, e che non costituisca uno spreco. Mi sbaglio?
Ernesto de
Bernardis
dirigente medico SerT Augusta
specialista in
farmacologia clinica
28 luglio 2009
Aggiornamento
del 5-8-2009
Si
è reso disponibile un ulteriore studio osservazionale 10,
pubblicato il 3-8-2009, e basato su un questionario strutturato
somministrato in Australia a 912 soggetti nel 2007 (56% non in
trattamento e 44% in trattamento). Lo studio conferma il riscontro
di un uso iniettivo del Suboxone, per quanto inferiore a quello del
Subutex: tra i 126 pazienti con prescrizione di Subutex, questo era stato
iniettato almeno una volta negli ultimi 6 mesi dal 30% (N=38), di cui il 13% (N=17)
con frequenza settimanale o superiore, mentre il Suboxone, nell'ambito di un totale
di 116 pazienti, era stato
iniettato almeno una volta dal 10% (N=12) negli ultimi 6 mesi, e per il 7% (N=8)
con frequenza settimanale o superiore.
Analogamente, tra i
soggetti non in trattamento (N=513), quelli che avevano usato per endovena il
Subutex almeno una volta negli ultimi 6 mesi erano il 23% (N=116), dei quali
con uso settimanale o più frequente per l'8% (N=43); mentre per il Suboxone
veniva riferito un uso endovenoso almeno una volta negli ultimi 6
mesi dal 9% (N=47) dei pazienti, con uso settimanale o più frequente da
parte del 3% (N=12).
E' molto interessante in questo studio il fatto che ambedue le formulazioni fossero commercializzate nel periodo di osservazione (come oggi in Italia), e che gli Autori riconoscano come limite dello studio un errore sistematico di selezione, per il fatto che i contenuti della campagna informativa all'introduzione del Suboxone avessero fatto sì che tale farmaco venisse prescritto ai soggetti più "stabili", mentre quelli più a rischio per uso iniettivo sarebbero stati mantenuti a Subutex, e ipotizzano che ciò potrebbe in parte spiegare il tasso di uso iniettivo maggiore per il Subutex.
La permanenza di fattori confondenti negli studi osservazionali, a mio parere, dà conto della necessità di chiarire il quadro con uno studio interventistico, che in doppio cieco randomizzato e controllato compari le due formulazioni, misurando l'entità dell'uso endovenoso mediante parametri obiettivi, come ad esempio la presenza di un tracciante innocuo assorbibile solo per via endovenosa.
Aggiornamento
del 31-8-2009
Gli studiosi londinesi Kristie Mammen e James Bell arrivano a
conclusioni simili a quelle sopra tratteggiate, in una loro recente
revisione critica 11.
Prima si chiedono se sia eticamente giustificabile chiedere agli
utenti di esporsi ad una farmaco - il naloxone - di cui non hanno
bisogno. Analizzando gli studi clinici disponibili riconoscono poi che
l'associazione di buprenorfina e naloxone non impedirà l'uso iniettivo
in coloro che già utilizzano buprenorfina per qualunque via, nei
soggetti dipendenti da oppioidi ed in astinenza, nei soggetti non
tolleranti agli oppioidi, ed anche in una certa quota di eroinomani
attivi. Testualmente, "l'associazione di buprenorfina e naloxone
può dare un contributo come deterrente nei confronti del mal-uso
endovenoso, aumentando ulteriormente la sicurezza di un farmaco che già
ha un buon profilo di sicurezza, ma da sola la combinazione non sarà
sufficiente per minimizzare la diversione e l'uso iniettivo" - e, poco più avanti - "L'associazione
porta un beneficio rispetto alla buprenorfina nel ridurre la
diversione, ma ciò deve essere completato da una giudiziosa selezione
dei pazienti a cui prescrivere terapia domiciliare, e dal regolare
monitoraggio clinico".
Conclusioni che sono assolutamente condivisibili.
Aggiornamento
del 20-10-2009
Ieri ho ricevuto questa email (ho cancellato alcuni dettagli inutili, e cioè quale SerT e quale medico stiano curando il paziente):
Egregio Dott.
Ho 44 anni, sono sposato con una figlia di 17 anni, ho preso il subtex da circa due anni, da allora non mi sono piu ne fatto ne cercato sostanze alcune, al lavoro andava bene non ho fatto un giorno di assenza, con mia moglie e mia figlia tutto filava benissimo, da circa due settimane eè arrivato questo stramaledetto SUBOXONE, e la mia vita sta diventando un inferno, sto sempre male fisicamente, sembra che l'astinenza arrivi da un momento all'altro, mal di schiena , sudorazione, nervosismo, ansia, non ho voglia di far niente, non ho voglia di andare nemmeno al lavoro, perche fisicamente non sto bene,le gambe mi fanno continuamente male, perche ci stanno portando dinuovo a farci e a rovinare la nostra esistenza?
ho esposto il problema al SERT di XXXX, a cui appartengo, da premettere che prendo 10 mg, e sono anni e anni che non tocco nessuna sostanza, solo una birra ogni tanto, bene il sert dice che sono l'unico che si è lamentato,(questo non è vero, perche come me si sono lamentati tutti), non ci prendono in considerazione, siamo delle cavie, il mio medico Dott. YYYY mi ha risposto dicendomi : chissa cosa hai pasticciato..!! L'impotenza è tanta e mi dicono che non possono far nulla. Terribile essere condannati a stare male mi sembra un incubo! Cosa si puo fare per far tornare il subutex ? la vita di tanti ragazzi come me che si erano come dire "sistemati" sta ritornando un inferno. la prego mi aiuti dal mio sert ricevo soltanto risposte che mi fanno stare piu male.
1 Tossicodipendenza:
oggi più facile la terapia a
domicilio
http://www.schering-plough.it/itstories/story$num=57&sec=1
2 Comer
SD, Collins ED. Self-administration of intravenous buprenorphine and
the buprenorphine/naloxone combination by recently detoxified heroin
abusers. J Pharmacol Exp Ther. 2002 Nov;303(2):695-703.
http://dx.doi.org/10.1124/jpet.102.038141
3 Harris
DS, Jones RT, Welm S, Upton RA, Lin E, Mendelson J. Buprenorphine
and naloxone co-administration in opiate-dependent patients
stabilized on sublingual buprenorphine. Drug Alcohol Depend. 2000
Dec 22;61(1):85-94.
http://dx.doi.org/10.1016/S0376-8716(00)00126-5
4 [No
Authors listed]. Clinical guidelines for the use of buprenorphine in
the treatment of opioid addiction . U.S. Department of health
and human services, Substance Abuse and Mental Health Services
Administration Center for Substance Abuse Treatment
(2004)
http://buprenorphine.samhsa.gov/Bup_Guidelines.pdf
5 Robinson
GM, Dukes PD, Robinson BJ, Cooke RR, Mahoney GN. The misuse of
buprenorphine and a buprenorphine-naloxone combination in
Wellington, New Zealand. Drug Alcohol Depend. 1993 Jun;33(1):81-6.
http://www.ncbi.nlm.nih.gov/entrez/queryd.fcgi?db=pubmed&cmd=Retrieve&dopt=Abstract&list_uids=8370341&itool=pubmed_ExternalLink
6 Alho
H, Sinclair D, Vuori E, Holopainen A. Abuse liability of
buprenorphine-naloxone tablets in untreated IV drug users. Drug
Alcohol Depend. 2007 Apr 17;88(1):75-8. Epub 2006 Oct
19.
http://www.ncbi.nlm.nih.gov/entrez/queryd.fcgi?db=pubmed&cmd=Retrieve&dopt=Abstract&list_uids=17055191&itool=pubmed_ExternalLink
7 Simojoki
K, Vorma H, Alho H. A retrospective evaluation of patients switched
from buprenorphine (Subutex) to the buprenorphine/naloxone
combination (Suboxone). Subst Abuse Treat Prev Policy. 2008 Jun
17;3:16.
http://dx.doi.org/doi:10.1186/1747-597X-3-16
8 Bruce
RD, Govindasamy S, Sylla L, Kamarulzaman A, Altice FL. Lack of
reduction in buprenorphine injection after introduction of
co-formulated buprenorphine/naloxone to the Malaysian market. Am J Drug Alcohol Abuse. 2009;35(2):68-72.
http://dx.doi.org/10.1080/00952990802585406
9 [No
authors listed]. Buprenorphine + naloxone: new combination. Opiate
dependence: no proof of reduced risk of self-administered injection.
Prescrire Int. 2007
Dec;16(92):232-5.
http://www.ncbi.nlm.nih.gov/entrez/queryd.fcgi?db=pubmed&cmd=Retrieve&dopt=Abstract&list_uids=18087797&itool=pubmed_ExternalLink
10 Degenhardt
L, Larance BK, Bell JR, Winstock AR, Lintzeris N, Ali RL, Scheuer N,
Mattick RP. Injection of medications used in opioid substitution
treatment in Australia after the introduction of a mixed partial
agonist-antagonist formulation. Med J Aust. 2009 Aug 3;191(3):161-5.
http://www.mja.com.au/public/issues/191_03_030809/deg10955_fm.html
11 Mammen K, Bell J.
The clinical efficacy and abuse potential of combination buprenorphine-naloxone in the treatment of opioid dependence.
Expert Opin Pharmacother. 2009 Aug 27; [Epub ahead of print]
http://www.informahealthcare.com/doi/abs/10.1517/14656560903213405